Iscrizione al REVE (Registro dei veicoli immatricolati all’estero): si applica una nuova imposta

Iscrizione al REVE (Registro dei veicoli immatricolati all’estero): si applica una nuova imposta

Con lo scopo dichiarato di scoraggiare la tendenza di molti residenti in Italia di utilizzare auto immatricolate all’estero per lunghi periodi per non pagare tasse e multe, é entrata in vigore nel mese di maggio una modifica legislativa (art. 10 bis del decreto legge n. 38/2026 convertito con la legge 68/2026). Il nuovo precetto normativo stabilisce che chi iscrive al REVE un veicolo immatricolato all’estero, pur in assenza di un passaggio di proprietà vero e proprio, per regolarizzarne la circolazione in Italia, dovrà pagare l’Ipt, ovverosia l’imposta provinciale di trascrizione. Si tratta di tassa che normalmente si applica a qualunque passaggio di proprietà per auto immatricolate in Italia. Ricordiamo come l’imposta provinciale di trascrizione è una tassa progressiva, aumenta al crescere della potenza dell’auto. Le vetture sotto una certa soglia pagano relativamente poco: fino a 53 kW, cioè 72 Cv, l’importo è fisso, 150,81 euro. L’importo dell’Ipt per le altre auto è la somma tra la quota fissa vista in precedenza e la quota variabile che è funzione della potenza. Nel migliore dei casi si pagano 3,51 euro per ogni kW eccedente, nel peggiore 4,56 euro per ciascun chilowatt “di troppo”. La normativa infatti concede alle province di applicare fino al 30% di maggiorazione sulla tariffa base di 3,51 euro/kW, facoltà che è stata sfruttata da gran parte delle province italiane: quasi ovunque il chilowatt eccedente costa così 4,56 euro. Ciò significa che in molte province una generica auto da 150 kW (204 Cv) paga circa 600 euro di Ipt, una Porsche Cayenne Gts da 368 kW (500 Cv) più di 1.400 euro o una Ferrari 12Cilindri da 610 kW (830 Cv) quasi 2.700 euro.