19 Ago Direttiva FASTER: dal 2030 meno burocrazia e meno doppia imposizione sugli investimenti esteri
L’Unione europea ha approvato la direttiva FASTER (Faster and Safer Relief of Excess Withholding Taxes), una riforma destinata a semplificare la tassazione degli investimenti transfrontalieri. L’obiettivo è eliminare uno dei principali ostacoli per gli investitori che acquistano azioni, obbligazioni e titoli di Stato emessi in altri Paesi dell’Unione: il lungo e complesso recupero delle ritenute fiscali applicate in misura superiore a quella prevista dalle convenzioni contro le doppie imposizioni. Detto altrimenti: quando un contribuente residente in uno Stato membro percepisce dividendi o interessi provenienti da un altro Paese dell’Unione, accade frequentemente che venga applicata una ritenuta alla fonte superiore a quella effettivamente dovuta in base ai trattati internazionali. Sebbene il contribuente abbia diritto al rimborso dell’imposta versata in eccesso, nella pratica la procedura è spesso lenta, onerosa e caratterizzata da una notevole complessità amministrativa. In molti casi il recupero delle somme richiede mesi, se non anni, inducendo numerosi investitori a rinunciare del tutto alla richiesta di rimborso. Per superare queste criticità, la direttiva FASTER introduce un sistema uniforme valido in tutta l’Unione europea, fondato su tre importanti innovazioni. La prima riguarda l’istituzione del certificato elettronico di residenza fiscale (eTRC). Ogni amministrazione finanziaria dovrà rilasciarlo entro quattordici giorni dalla richiesta del contribuente, sia esso persona fisica o società. Il certificato sarà riconosciuto in tutti gli Stati membri e consentirà di dimostrare rapidamente la propria residenza fiscale. La seconda innovazione consiste nella semplificazione delle procedure di applicazione delle aliquote convenzionali. Gli intermediari finanziari potranno infatti applicare direttamente l’aliquota corretta al momento del pagamento dei dividendi o degli interessi, evitando che il contribuente debba successivamente chiedere il rimborso della maggiore imposta trattenuta. Qualora ciò non fosse possibile, dovranno comunque essere garantite procedure di rimborso accelerate e con tempi definiti. Il terzo pilastro della riforma è rappresentato dal rafforzamento dei controlli antifrode. La direttiva introduce nuovi obblighi di comunicazione lungo tutta la catena degli intermediari finanziari, con l’obiettivo di prevenire fenomeni di abuso come quelli emersi negli ultimi anni in alcuni noti scandali fiscali europei.
Agli intermediari ovverosia banche, ai broker e ai depositari sarà richiesto di verificare la documentazione fiscale degli investitori, applicare correttamente i benefici convenzionali e trasmettere informazioni standardizzate alle autorità fiscali competenti. Di conseguenza, aumenteranno anche le responsabilità degli intermediari e l’esigenza di dotarsi di procedure interne sempre più efficienti e conformi alla normativa.
.Le disposizioni della direttiva saranno applicabili a partire dal 2030, ma il percorso di adeguamento inizierà molto prima.