03 Dic Nuove discipline UE in arrivo per modernizzare il sistema IVA
Il pacchetto Vida è un insieme di tre atti legislativi che, andando a modificare la direttiva Iva e i regolamenti europei attualmente vigenti, hanno l’obiettivo di modernizzare il sistema Iva comunitario per renderlo più digitale, più efficiente per le imprese, più resistente alle frodi, in grado di affrontare le sfide poste dall’economia delle piattaforme digitali. In primo luogo si introdurrà la fatturazione elettronica europea per le transazioni B2B tra Stati membri, con l’utilizzo del formato elettronico basato sullo standard europeo En 16931, nonché. Al fine di ridurre le frodi IVA, una segnalazione in tempo reale delle operazioni transfrontaliere tra imprese (B2B), attualmente monitorate invece con cadenza mensile, trimestrale o annuale dal modello Intrastat.L’entrata in vigore delle modifiche di cui sopra è prevista per il 1° luglio 2030. Oltre a norme riguardanti le piattaforme digitali che facilitano servizi di trasporto passeggeri o la locazione a breve termine diventeranno responsabili della riscossione e del versamento dell’Iva al fine di introdurre un’ equa concorrenza con hotel e taxi tradizionale , si prevedono norme per l’uso obbligatorio del reverse charge in alcune situazioni, ad esempio nel caso di B2B di beni tra Stati membri in cui il fornitore non è identificato ai fini Iva; l’attivazione del nuovo regime «Transfer of own goods» (Toog), che renderà più facile per un’impresa trasferire i propri beni da uno Stato membro dell’Ue a un altro senza che vi sia una cessione. Il regime Toog sarà applicabile ai casi in cui un’impresa avrà necessità di trasferire i propri beni da uno Stato membro dell’Ue ad un altro senza che vi sia una cessione, ad esempio: per stoccarli in un magazzino di proprietà o di un cliente; per assemblaggio o lavorazione in un altro Paese; per vendite future, come già avviene nei regimi di call off stock o di vendite online. Dal punto di vista Iva, questo trasferimento oggi è trattato come se fosse una cessione intracomunitaria nel Paese di partenza e un acquisto intracomunitario nel Paese di arrivo, anche se l’impresa resta la stessa. In particolare, oggi quando un’impresa deve spostare i propri beni in un altro Stato membro : deve registrarsi ai fini Iva anche nel Paese di destinazione; deve emettere e registrare un’autofattura di trasferimento; deve dichiarare un’operazione intracomunitaria fittizia in entrambi i Paesi. Tutto questo genera oneri amministrativi elevati, specialmente per le aziende che operano in più Stati Ue o usano depositi in altri Paesi. Con il Vida entrerà in gioco il nuovo regime Toog , che consentirà di gestire questi trasferimenti attraverso un’unica registrazione Iva, senza dover aprire posizioni in più Stati membri. In pratica: il trasferimento dei propri beni sarà dichiarato tramite l’Oss (One Stop Shop); l’impresa non dovrà più registrarsi ai fini Iva nel Paese di destinazione, né emettere autofatture nazionali; le informazioni saranno comunicate digitalmente tramite il sistema Vies, condiviso tra Stati membri. Ad esempio, un’azienda italiana che spedirà i propri prodotti in Francia per tenerli in un magazzino da cui servirà clienti francesi, oggi: deve avere una partita Iva francese, deve fare una cessione intracomunitaria dall’Italia verso la Francia e un acquisto intracomunitario dalla Francia; gestire fatture, elenchi riepilogativi e dichiarazioni in entrambi i Paesi. Con regime Toog, invece: l ’azienda potrà avere la sola partita Iva italiana; dichiarerà il trasferimento nel proprio Oss nazionale (Italia); i dati verranno automaticamente condivisi con la Francia tramite Vies. Queste modifiche entraranno in vigore nel biennio 2027-28.