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Gli stranieri rappresentano l’11% della forza lavoro nella Repubblica ceca

Gli stranieri rappresentano l’11% della forza lavoro nella Repubblica ceca

(Fonte: sito internet ceskenoviny.cz del 10 gennaio 2019)

 

I lavoratori stranieri stanno crescendo nella Repubblica Ceca. Entro la fine del 2017 c’erano circa 472.400 persone provenienti dall’estero, prima della crisi di dieci anni fa (2008) esse erano circa 200.000 in meno. Pertanto gli stranieri rappresentano quasi l’11% della forza lavoro del Paese. La maggior parte proviene dalla Slovacchia, dall’Ucraina, dalla Romania, dalla Polonia e dalla Bulgaria. I dati sono quelli presentati dall’Ufficio statistico ceco (ČSÚ) nel corso di una conferenza stampa. Secondo i precedenti rapporti del Ministero del lavoro, 382.900 lavoratori stranieri erano impiegati nella Repubblica ceca alla fine del 2016 rispetto ai 284.600 del 2008.

Gli stranieri nella Repubblica Ceca rappresentano circa il 5% della popolazione. Alla fine del 2017 gli stranieri, compresi i richiedenti asilo, erano in Repubblica ceca 527.000. Alla fine dello scorso novembre, secondo le statistiche del ministero dell’Interno, 549.600 persone provenienti dall’estero avevano un permesso di soggiorno.

«Gli stranieri sulla quota totale degli occupanti rappresentano il 10,7%. Se consideriamo che costituiscono circa il 5% della popolazione, c’è una divario enorme. C’è solo da vedere la struttura di età. Gli stranieri sono principalmente in età lavorativa, manca la fascia dei lavoratori in età post-lavorativa. In età di pensionamento non c’è quasi nessuno, pochissimi i bambini»  ha detto Dalibr Holý,  direttore delle statistiche sul mercato del lavoro del ČSÚ.

Alla fine del 2017, secondo le stime qualificate del Ministero del lavoro, circa 472.400 lavoratori stranieri erano assunti nella Repubblica ceca. Il Ministero dell’Industria ha registrato anche 87.200 imprenditori e persone fisiche munite di licenza per l’esercizio di una professione. Secondo Jarmila Marešová, esperta del dipartimento forza lavoro del ČSÚ, il numero dei dipendenti provenienti dall’estero è aumentato considerevolmente dal 2006. Dopo il temporaneo declino derivante dalla crisi degli ultimi anni, tale numero è cresciuto considerevolmente. Le licenze professionali stanno crescendo più lentamente. Un numero crescente di lavoratori provenienti dall’estero sono principalmente persone che vengono dall’UE mentre il numero di forza lavoro proveniente da Paesi terzi cresce a un ritmo più lento.

La maggior parte degli Slovacchi sono autisti e specialisti. Seguono i Rumeni. Gli stranieri sono pochi tra i tecnici e gli artigiani. Sopra la media, al contrario, sono utilizzati per operare su macchine e anche in professioni non qualificate, ha detto Holý.

Gli Slovacchi nella Repubblica Ceca sono principalmente giovani, per lo più trentenni. Spesso rimangono qui dopo il titolo universitario. Un terzo della forza lavoro slovacca ha una laurea. Tra i gruppi di stranieri sono quelli che guadagnano di più. Il tipico lavoratore ucraino ha circa 45 anni come i lavoratori cechi. Due quinti degli ucraini abitano a Praga. Gli uomini lavorano soprattutto nell’industria e nell’edilizia, le donne nel commercio, ma anche nella sfera della sanità e dell’assistenza sociali. I lavoratori ucraini sono quelli che hanno i guadagni più bassi tra i gruppi di stranieri.

Dalla Polonia alla Repubblica ceca per la maggior parte  arrivano  uomini trentenni per lo più specializzati. Si concentrano lungo il confine settentrionale della Repubblica. Lavorano principalmente nel settore estrattifero, sei volte di più per numero dei Cechi. Spesso hanno un lavoro tramite le agenzie di lavoro.

I Rumeni sono per lo più trentenni. Ha il titolo universitario circa il 16% di loro. Al di fuori di Praga, vivono principalmente nelle regioni di Plzeň, della Moravia del Sud e di Olomouc. Sono spesso utilizzati come operatori di macchine, ma ce ne sono anche tra le professioni altamente qualificate. Un tipico lavoratore bulgaro è un uomo di 45 anni con istruzione secondaria o primaria. La metà lavora a Praga. I lavoratori bulgari lavorano mensilmente più ore, quasi 177. Principalmente operano sui macchinari.

Quando si confrontano i guadagni, le statistiche partono dal salario medio, cioè da valori medi. Gli Slovacchi e Rumeni hanno un valore medio più alto rispetto ai Cechi. La metà dei lavoratori cechi ha guadagnato oltre 26.037 corone lorde nel 2017. Nel 2017 la metà degli Slovacchi nella Repubblica Ceca aveva una media di più di circa 31.000 corone, la metà dei Rumeni una media di più di quasi 30.000 corone. Un’eccezione sono gli Ucraini. La loro media è inferiore alle 25.000 corone.

 

Link: http://www.ceskenoviny.cz/zpravy/cizinci-se-na-zamestnanosti-v-cr-podileji-temer-11-/1707671



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